Come comunicato dal Bureau of Economic Analysis (BEA) il GDP relativo al terzo trimestre ha mostrato una contrazione dello 0,3% (-0.5% il consenso degli analisti).
Buona parte del calo è imputabile al calo dei Consumi Privati (-3,1% contro aspettative di –2,4%), primo calo dal 1991 e il maggiore dal 1980, che si è manifestato soprattutto nell’ambito dei Non-Durable Goods (-6,4% peggior dato dal 1950).
Questi dati, riferiti al periodo che si è chiuso a fine settembre, non tengono ovviamente conto del peggioramento sequenziale della situazione macro del mese in corso, e dell’impatto che si avra’ sulla crescita (o meglio decrescita) dei prossimi trimestri.
E' utile l'analisi del GDP a livello previsionale, ovvero in termini di supporto per le decisioni d'investimento? Per nulla. Infatti uno dei modi migliori per non essere travolti dagli eventi macro è riconoscere la natura sicuramente lagging e probabilmente "fuorviante" dell'analisi dei periodi recessivi.
Il sistema economico soffre infatti di vendite in calo, accumulo di scorte e riduzione dei margini nel momento in cui la crescita economica ha raggiunto il suo picco e inizia a ripiegare: quando ci si trova in una "recessione" in senso stretto, il danno -economico e ai mercati- è gia' stato fatto.
E' molto più utile focalizzare l'attenzione sugli indicatori leading -ovvero che segnalano in anticipo, anzichè lagging -che prendono atto di ciò che è accaduto.
Il migliore leading indicator è il consumer spending, e sui fattori che lo muovono aggiungerò presto qualche osservazione.

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